
Non serve che tu sia d’accordo
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Piccolo regolamento per voler bene a qualcuno anche quando non sei d’accordo
Art. 1 — Ognuno ha diritto alla propria opinione. Anche quando è palesemente sbagliata.
Art. 2 — È ammesso dire «secondo me sbagli». Non è ammesso dirlo ridendo.
Art. 3 — È vietato tirare in ballo cose successe più di cinque anni fa.
Art. 4 — «Lasciamo perdere» non si dice con quel tono lì. Entrambe le parti sanno quale.
Art. 5 — Non si riassume il pensiero dell’altro in modo da farlo sembrare ridicolo.
Art. 6 — Chi interrompe, poi deve ascoltare il doppio.
Art. 7 — Il silenzio dopo una discussione è ammesso. Si considera concluso alla prima domanda pratica («Hai visto il caricabatterie?»).
Art. 8 — Se una delle due parti cambia idea, l’altra non dirà «te l’avevo detto». Almeno non subito.
Art. 9 — In caso di disaccordo totale, si torna all’articolo 1.
Art. 10 — Si può preferire il tè al caffè, e continuare a non essere d’accordo su tutto il resto. L’importante è ritrovarsi allo stesso tavolo.
Oltre le 18 — Un passo alla volta.
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Mezzo nascosto45 secondiCi sono persone che non si mettono mai in mezzo.Ti è piaciuta?
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