Una tazza blu da tè e una tazzina arancione sullo stesso tavolo, rimaste a colori in una fotografia in bianco e nero

Non serve che tu sia d’accordo

55 secondi di lettura

Piccolo regolamento per voler bene a qualcuno anche quando non sei d’accordo

Art. 1 — Ognuno ha diritto alla propria opinione. Anche quando è palesemente sbagliata.

Art. 2 — È ammesso dire «secondo me sbagli». Non è ammesso dirlo ridendo.

Art. 3 — È vietato tirare in ballo cose successe più di cinque anni fa.

Art. 4 — «Lasciamo perdere» non si dice con quel tono lì. Entrambe le parti sanno quale.

Art. 5 — Non si riassume il pensiero dell’altro in modo da farlo sembrare ridicolo.

Art. 6 — Chi interrompe, poi deve ascoltare il doppio.

Art. 7 — Il silenzio dopo una discussione è ammesso. Si considera concluso alla prima domanda pratica («Hai visto il caricabatterie?»).

Art. 8 — Se una delle due parti cambia idea, l’altra non dirà «te l’avevo detto». Almeno non subito.

Art. 9 — In caso di disaccordo totale, si torna all’articolo 1.

Art. 10 — Si può preferire il tè al caffè, e continuare a non essere d’accordo su tutto il resto. L’importante è ritrovarsi allo stesso tavolo.

IL PASSO DI STASERAQuale articolo aggiungeresti tu al regolamento?

Oltre le 18 — Un passo alla volta.

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