Un melograno aperto sul tavolo, con alcuni chicchi e gocce di succo rosso nella luce calda

Un chicco alla volta

55 secondi di lettura

Il melograno ha una regola tutta sua: non si può avere fretta.

Ogni volta pensi di aver trovato il sistema giusto. Lo apri, cominci a separare i chicchi, cerchi di non romperli.

I primi vengono via facilmente. Ti illudi che stavolta sarà diverso.

Poi ne schiacci uno. E un altro ti scappa dalle mani.

Nel frattempo, qualcuno si avvicina.

«Posso?»

Non fai in tempo a rispondere che una manciata è già sparita.

Tu sei lì da dieci minuti, con le dita rosse e il tavolo che sembra aver partecipato a una battaglia.

L'altra persona, invece, mangia tranquilla.

E la cosa buffa è che continui a preparargliene altri.

Magari borbotti qualcosa, giusto per principio. Ma quando allunga di nuovo la mano, sposti il piatto un po' più vicino.

Alla fine rimangono qualche chicco sul tavolo, le dita macchiate e quella soddisfazione di aver condiviso qualcosa di buono.

Anche se, a conti fatti, tu ne hai mangiati tre.

IL PASSO DI STASERACon chi divideresti qualcosa di buono, anche sapendo che te ne lascerà ben poco?

Oltre le 18 — Un passo alla volta.

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